la copertina della nuova brochure

Siccome dovevamo ristampare le brochures sulla sostenibilità del vino, ho cercato di rinnovarle per renderle più chiare. Non è facile infatti sintetizzare in un pieghevolino questi concetti che sono molto belli ma anche complessi. Nella sintesi, il rischio peggiore (che spero di aver evitato) è di banalizzarli o ricadere in vuoti slogan.

Non ho volutamente puntato l’attenzione solo sui temi di tutela ambientale, anche se ovviamente rientrano nell’argomento e ne parlo poi all’interno della brochure. La sostenibilità è un concetto più ampio e bello e sarebbe un grave errore dimenticarne gli altri aspetti o sottovalutarli.
La sostenibilità si riferisce alla possibilità di sostenere un sistema nel lungo periodo: da qui il titolo che ho messo, IL VINO SOSTENIBILE- SCELTA PER IL FUTURO.
Per questo non parliamo solo di tecniche in vigneto e in cantina ma anche di aspetti economici e sociali. Infatti l’agricoltura sostenibile ha come obiettivo non solo di coltivare in modo efficiente e produttivo, preservando e migliorando l’ambiente, ma considera anche i risvolti dell’azienda agricola nei confronti della comunità.
Il concetto generale di “agricoltura sostenibile” deve soddisfare contemporaneamente tre aspetti fondamentali:
1. Deve essere sostenibile per l’ambiente: usare quindi metodi che lo rispettano e che garantiscono la salubrità del prodotto finale e anche la sua qualità; questi metodi sono raggruppati sotto il nome di agricoltura o lotta integrata;
2. Deve essere economicamente sostenibile: quindi creare reddito e lavoro, non dipendere da aiuti pubblici per sopravvivere, sostenere la ricerca e lo sviluppo, …;
3. Deve essere socialmente sostenibile: cioè contribuire a migliorare la qualità della vita degli agricoltori, rispettare i diritti dei lavoratori impiegati, tutelare il territorio e l’ambiente, contribuire a preservare e diffondere la cultura di quel territorio e di quei prodotti (nel nostro caso la cultura del vino artigiano)….

Nella brochure ho raggruppato gli aspetti riferiti al primo punto, ovviamente, sotto il titolo AMBIENTE. Invece gli aspetti riferiti alla sostenibilità economica e sociale li ho rimescolati, suddividendoli invece sotto i due titoli LAVORO e CULTURA (che mi sono sembrati più semplici e di immediata comprensione).

Chi cerca cose strane e particolarmente fantasiose non sarà sicuramente soddisfatto: non facciamo “numeri da circo”, niente di sensazionale, ma parliamo di lavoro in campagna e in cantina, di cultura e solidarietà. In fondo è il solito vecchio e buon concetto di vignaiolo e di vino artigiano. Tuttavia questo non significa guardare solo al passato o creare miti nostalgici inesistenti. Il ruolo di vignaiolo resta saldo nei suoi valori ma oggi viene vissuto in modo completamente nuovo rispetto ai nostri nonni.
Il vignaiolo moderno ha una nuova consapevolezza delle scelte che fa e del suo modo di lavorare: l’ignoranza non è più una scusante e il rapporto con il mondo della ricerca ( in continua evoluzione) è ormai imprescindibile. In questa impostazione non può mancare una certa tensione etica nei rapporti con i propri clienti (e con se stessi): “faccio quel dico e dico quello che faccio” potrebbe essere il motto. Naturalmente questo non significa non proteggere la proprietà intellettuale ma viceversa non perdere la propria coscienza nelle spirali di un marketing troppo aggressivo. Anche per questo è necessario possedere la cultura del vino artigiano, diffonderla il più possibile e contribuire ad educare il consumatore, così che certe esasperazioni comunicazionali non stravolgano l’immagine del vino e, soprattutto, non portino i consumatori a cercare la “meraviglia”; il sensazionale a tutti i costi, a discapito dei veri valori di questo prodotto.


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